ARTE. JUANA ROMANI LA PETITE ITALIENNE da modella a pittrice nella Parigi fin-de-siécle – UNA RIFLESSIONE SULL’UNIVERSO FEMMINILE

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Juana Romani: “la petite Italienne”
Da modella a pittrice nella Parigi fin de siècle



Velletri (Roma), Convento del Carmine, piazza Trento e Trieste, 54
presentazione e inaugurazione 22 dicembre 2017 ore 17.00
apertura al pubblico dal 23 dicembre 2017 al 28 gennaio 2018
dal lunedì alla domenica, 9.00h-19.ooh; venerdì e sabato aperta fino alle 22.00

Mario Alì e Tiziana D’Acchille, Presidente e Direttrice dell’Accademia di Belle Arti di Roma e Fausto Servadio, Sindaco di Velletri, presentano la mostra Juana Romani (1867-1923). “La petite Italienne”: da modella a pittrice nella Parigi fin-de-siècle, curata da Marco Nocca, Gabriele Romani e Alessandra De Angelis.
A centocinquanta anni dalla nascita di Juana Romani, per la prima volta in Italia, viene riscoperta l’opera e la figura dell’artista veliterna (Velletri, 1867 – Suresnes, 1923) dopo quasi un secolo di oblio.
Affermatasi nei Salons nell’ultimo ventennio dell’Ottocento,Juana, la pittrice donna forse più celebre a Parigi dal 1895 al 1905, che è anche modella, dipinge ispirandosi alla grande tradizione secentista, poi subissata dall’Impressionismo e dalle Avanguardie.
Opere importanti in mostra: il grande Ritratto di Juana Romani dipinto da Ferdinand Roybet e la Figlia di Teodora, uno dei quadri più suggestivi della sua ricerca artistica; ricco il materiale iconografico e documentario inedito (disegni, incisioni e periodici d’epoca). Juana riceve a Velletri grandi onori e dal 1905 l’intitolazione della scuola di Disegno applicato alle Arti e Mestieri, poi Istituto d’Arte, ancor oggi a lei dedicato nella città laziale, in corso della Repubblica.
Catalogo edito da L’Erma di Bretschneider, a cura di Marco Nocca, Gabriele Romani e Alessandra De Angelis; schede di Francesca Sacchini.Introduzione di Mario Alì e Tiziana D’Acchille, Presidente e Direttrice dell’Accademia di Belle Arti di Roma, di Fausto Servadio e Luca Masi, Sindaco e Assessore Comune di Velletri, Claudio M. Micheli, Direttore artistico Fondazione Arte e Cultura. Contributi dei curatori e di Consuelo Lollobrigida, Claire Bessède, Marion Lagrange, Emmanuelle Trief-Touchard, Diane Poirier, Laura Malosetti Costa e Georgina Gluzman, Cesare Erario, Pier Luigi Berto, Alain Delpirou, Alessandra De Angelis, Renato Mammucari, Umberto Savo.

Sede: Velletri, Convento del Carmine. Inaugurazione 22 dicembre 2017 ore 18.00, apertura al pubblico dal 23 dicembre 2017 al 28 gennaio 2018 9.00h-19.00h, festività di Natale e Capodanno incluse. Sabato e domenica aperta fino alle 22.00
INGRESSO LIBERO


L’allestimento è a cura di Stefania Teodonio.
Sezione didattica: Visite guidate a cura di Alessandra De Angelis e Elisabetta Rossini, rivolte agli studenti delle Università, delle Accademie e delle scuole secondarie.
Nota biografica: Juana Romani (Velletri 1867 – Suresnes 1923), emigrata bambina a Parigi, svolge il mestiere di modella nelle accademie private Colarossi e Julian, poi in diversi ateliers: dello scultore Alexandre Falguière, di Victor Prouvé, Raphaël Collin, Carolus Duran, Jean-Jacques Henner, Ferdinand Roybet. Si indirizza alla pittura in giovane età, mostrando un precocissimo talento: a ventidue anni vince la medaglia d’argento all’Esposizione Universale del 1889, con Bartolomeo Bezzi e Luigi Nono.
In breve tempo la pittrice si impone, con uno stile personalissimo che trae ispirazione dalla cultura del Seicento fiammingo e italiano; ritrattista di donne dell’aristocrazia europea, conquista la critica dell’epoca (Armand Silvestre, Josephin Péladan, Hernst Hoschedé, Rubén Darío, Vittorio Pica): sue opere, Primavera (1894) e Salomé (1898), vengono acquistate dello Stato francese, entrando nei musei nazionali.
Nel 1901, dopo l’inaugurazione della IV Biennale d’Arte di Venezia si reca in visita ufficiale nella sua città natale, assieme all’amico e allievo Antoine Lumière, padre degli inventori del cinematografo, a Trilussa e allo scultore Biondi; promette la creazione di una galleria di arte contemporanea “per accrescere il patrimonio artistico dell’Italia”; Nel 1903 insorgono i disturbi psichici che la portano, nel 1906, ad essere internata ad Ivry-sur-Seine in una clinica alle porte di Parigi. Muore nel manicomio di Suresnes nel 1923, in una vicenda che negli esiti ricorda molto Camille Claudel, allieva e amante del grande Rodin.

www.mostrajuanaromani.it; pagina Facebook: “Juana Romani”

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Ciao, sono Emanuela, donna, moglie, madre e blogger con studi classici e formazione giuridica, eclettica per natura e per destino, “nerd” quanto basta.

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