IL DADO E’ TRATTO a cura di Sergio Risaliti

0
315
 IL
DADO E’ TRATTO
Arte
contemporanea italiana oltre la tradizione
a cura di Sergio
Risaliti
24 settembre – 28 novembre 2015
Firenze, Lungarno Benvenuti Cellini 3
Inaugurazione:
giovedì 24 settembre 2015, ore 18.00

Alberto Burri Catrame 1950, olio catrame sabia su tela cm 92 x 100

Tornabuoni Arte inaugura giovedì 24 settembre nella
sede di Firenze, in Lungarno Benvenuto Cellini 3, Il Dado è tratto. Arte contemporanea italiana oltre la tradizione,
a cura di Sergio Risaliti.
Michelangelo Pistoletto, Business, 1962-79, serigrafia su acciaio inox lucidato a specchio cm 150 x 125

Oltre
quaranta opere di artisti quali Afro, Boetti, Bonalumi, Burri, Capogrossi,
Castellani, Dorazio, Fontana, Kounellis, Melotti, Merz, Nigro, Paolini,
Pistoletto, Scheggi, Turcato, Vedova e Zorio  per citarne solo
alcuni, che con il loro lavoro documentano il superamento della tradizione
figurativa dopo gli anni ’30 del Novecento. “Il dado è tratto”. L’incrinatura è
profonda e innegabile. La mimesi non è più lo scopo o il traguardo, il
naturalismo non è un vincolo accademico a cui sottostare, l’artista è libero di
realizzare opere che non devono necessariamente riprodurre la realtà se non in
termini di pura geometria, con un programma di forme assolute, di strutture
autonome, anche quando si tratterà di superfici informi o materiali poveri. La
pittura e la scultura astratta, in particolare, tracciano un vulnus, un distinguo
nel rapporto mai risolto e mai pacifico tra tradizione e avanguardia.

Pierpaolo Calzolari Senza titolo 1970 candela ferro tecnica mista e graffiti su feltro montato su telaio cm 145X145 

Il
distacco dalla restituzione figurativa o antropomorfa del mondo reale o del
corpo umano era a portata di mano già alla fine degli anni Venti. A Milano in
modo particolare erano stati attivati scambi internazionali assai fecondi,
necessari allo sviluppo delle ricerche artistiche oltre la tradizione. Prova ne
sono le vie intraprese da Lucio Fontana e Fausto Melotti, da Atanasio Soldati e
Osvaldo Licini, in un clima sperimentale che vedeva anche forte la
partecipazione di architetti riuniti attorno alla galleria del Milione. Ormai
il rapporto con la tradizione e con le estetiche passatiste era mutato; ad un
nostalgica esaltazione o evocazione della civiltà classica, alle diverse
retoriche esaltanti i miti figurativi della terra italica – come quelli evocati
dal gruppo di artisti intorno a Margherita Sarfatti – si poteva opporre un’arte
moderna capace di rischiare nuove forme, nuove immagini e materiali, senza
rinunciare a quanto di fondamentale e originario, d’immutabile, necessitasse
all’operare artistico. Rinunciare alla riproduzione figurativa della natura o
della realtà sembrava il passo decisivo e dovuto per avventurarsi in un
mondo di nuove invenzioni in cui oltre la tradizione si profilava la
possibilità di creare un linguaggio dell’arte più autonomo e assoluto. Un
linguaggio che non ripiegasse in un esercizio individualistico e soggettivo, e
tornasse a essere collettivo, cioè  più universale e primordiale. Così
Lucio Fontana, Fausto Melotti, e poi Alberto Burri, Giuseppe Capogrossi e Afro
provocano in tempi diversi, prima o dopo la fine del secondo conflitto
mondiale, uno strappo, muovendosi senza ripensamenti, abbandonando il
linguaggio figurativo per segni, forme, strutture e gestu che indicizzavano
altro rispetto alla restituzione mimetica della realtà.
Quella
presa di posizione, così chiara nei Manifesti di quegli anni, (ad esempio Kn
di Carlo Belli – considerato il vangelo dell’arte astratta – e Manifesto
Blanco
di Fontana) sarà esemplare per le successive esperienze artistiche a
partire dalla fine degli  anni Cinquanta. Quando ad esempio Piero Manzoni
ed Enrico Castellani saranno capaci di proporre un’arte astratta ancora diversa
da quella delle prime avanguardie. A questi riferimenti (Fontana, Melotti,
Burri, Capogrossi, Manzoni, Castellani) si rifanno a seguire gli artisti delle
neo-avanguardie degli anni Sessanta, tra questi Kounellis, Paolini, Fabro,
Pistoletto, Merz, Boetti, Zorio che saranno riuniti da Germano Celant nel
movimento dell’Arte Povera, la cui storicizzazione e il cui
riconoscimento internazionale è ormai un fatto compiuto. 
Parlare di
un’arte italiana oltre la tradizione significa individuare nella poetica di
questi artisti il dispiegarsi nel secolo delle avanguardie di una decisione
irreversibile: il superamento del naturalismo e dell’accademismo figurativo.
Allo stesso tempo si tratta di poter riconoscere nella sperimentazione la
continua relazione con la storia dell’arte, anche quella più arcaica e
primordiale, mantenendo nel lavoro – come scrive Luciano Fabro – “l’aspetto
positivo dell’arte, il fatto di porre un certo numero di problemi riguardanti
la materia, lo spazio, il comportamento”, la relazione tra l’essere umano, la
terra e il cosmo, come esemplarmente dimostrato nell’opera di Mario Merz, di
Jannis Kounellis o di Gilberto Zorio.
Artisti in
mostra: Afro, Alighiero Boetti, Agostino Bonalumi, Alberto Burri, Pierpaolo
Calzolari, Giuseppe Capogrossi, Enrico Castellani, Ettore Colla, Gino De
Dominicis, Piero Dorazio, Lucio Fontana, Piero Gilardi, Jannis Kounellis, Osvaldo
Licini, Francesco Lo Savio, Piero Manzoni, Fausto Melotti, Mario Merz, Mario
Nigro, Giulio Paolini, Claudio Parmiggiani, Pino Pascali, Michelangelo
Pistoletto, Manlio Rho, Paolo Scheggi, Atanasio Soldati, Giulio Turcato,
Giuseppe Uncini, Emilio Vedova, Gilberto Zorio.
Il Dado è tratto. Arte contemporanea italiana oltre la
tradizione
sarà aperta fino al 28 novembre 2015. Sarà
accompagnata da un volume a cura di Sergio Risaliti, Forma edizioni (italiano/inglese),
con schede critiche di Elena Magini e Eva Francioli, disponibile in galleria.
Tornabuoni Arte
La galleria nasce a Firenze
nel 1981 e si impone in breve tempo come una delle più prestigiose gallerie
italiane, in rapida successione, e con la realizzazione di mostre mozzafiato di
artisti di livello internazionale.
In Italia ha tre sedi:
Firenze, in Lungarno Benvenuto Cellini 3, oltre 500 metri quadri, realizzato
grazie allo splendido intervento architettonico dello studio Archea Associati,
inaugurata nell’ottobre del 2013; Milano, aperta dal 1995, e Forte dei Marmi,
dal 2004.
Dal 2009 la Tornabuoni Arte
collabora attivamente con la Tornabuoni Art Paris. A ottobre dal 2015 sarà
inaugurato un nuovo spazio espositivo a Londra, Tornabuoni Art London.
Altamente specializzata
nell’Avanguardia Italiana (Fontana, Castellani, Manzoni, Dorazio, Bonalumi,
Dadamaino, Boetti, etc), la Tornabuoni Arte ha realizzato importanti
retrospettive dei maggiori artisti del XX secolo.
La galleria partecipa da
subito a fiere nazionali e alla fine degli anni Novanta si indirizza  anche all’estero ricercando un collezionismo
internazionale nelle più prestigiose fiere 
come FIAC e la Biennale des Antiquaires a Parigi, TEFAF a Maastricht,
Art Basel Miami Beach, Art Basel Hong Kong, e Frieze Masters a Londra.
Info: Tornabuoni Arte
Lungarno Benvenuto Cellini, 3 – 50125 Firenze
Tel. 055/6812697 – fax
055/6812020 – e.mail: info@tornabuoniarte.it
www.tornabuoniarte.it
orari apertura mostra: dal Lunedì al Venerdì (9.00-13.00/15.30 -19.30)
Sabato (11.00-19.00)

ingresso libero 

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here