IL RITORNO DEL GUERRIERO

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Il ritorno del guerrieo al Museo Etrusco di Villa Giulia

Il ritorno del guerriero al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia rivela una misteriosa iscrizione etrusca nascosta dentro un elmo da 2400 anni! Da qui emergono nuovi elementi per ricostruire l’arte della guerra.

Siamo nel mondo etrusco-italico alla metà del IV sec. a.C.

 

Elmo Villa Giulia t. 55, 8 (elab Miriam Lamonaca) il ritorno del guerriero
Elmo Villa Giulia t. 55, 8 (elab Miriam Lamonaca) il ritorno del guerriero

Questo elmo era già venuto alla luce nel 1930 ed era stato subito inserito nel Museo Etrusco di Villa Giulia. Ma solo ora, dopo quasi un secolo, ha svelato il suo segreto.

E’ una breve ma preziosissima iscrizione all’interno dell’elmo che era sfuggita a tutti, nonostante la cura di Ugo Ferraguti e Raniero Mengarelli, artefici della scoperta, nel maneggiare il reperto.

L’elmo era tra i materiali rinvenuti, a partire dal 1928, nelle fortunatissime campagne di scavo realizzate nella necropoli dell’Osteria di Vulci.

 

Il ritorno del guerriero Elmo Villa Giulia t. 55, 3 (foto M. Benedetti)
Il ritorno del guerriero Elmo Villa Giulia t. 55, 3 (foto M. Benedetti)

Ma ora un recente intervento di digitalizzazione e di verifica dello stato di conservazione dei reperti ha portato a un’inattesa scoperta.

In tutto sono una decina le armi di questo tipo, caratterizzate da iscrizioni come quella appena individuata, e documentate in ambito etrusco e italico tra il VI e il III secolo a.C.

E’ un’evidenza molto rara, che offre informazioni fondamentali per la ricostruzione dell’organizzazione militare e dell’evoluzione dell’arte della guerra nell’Italia preromana.

 

Il ritorno del guerriero Elmo Villa Giulia t. 55, 7 (foto M. Benedetti)
Il ritorno del guerriero Elmo Villa Giulia t. 55, 7 (foto M. Benedetti)

A parte invece ci sono altri esemplari, con dediche votive e un gruppo di 60 elmi (su 150) tutti contraddistinti dal medesimo gentilizio, rinvenuti sull’acropoli di Vetulonia nel 1904.

I risultati dello studio scientifico dell’iscrizione e una prima proposta interpretativa appariranno sul numero in uscita della rivista Archeologia Viva.

 

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