In mostra a Pesaro “Tracing Vitruvio” di Agostino Iacurci

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Volumi del De Architectura di Vitruvio nella mostra Tracing Vitruvio Ph. Alberto Sereni
Volumi preziosi sul De Architectura di Vitruvio ph. Alberto Sereni

Tra gli omaggi speciali a Leonardo per i 500 anni dalla sua morte, a Pesaro c’è la mostra di Agostino Iacurci. “Tracing Vitruvio. Viaggio onirico tra le pagine del De Architectura”.

E’ una mostra speciale ispirata a Vitruvio, a cura di Marcello Smarrelli, con la consulenza scientifica di Brunella Paolini, e realizzata in collaborazione con M77 Gallery di Milano, in corso a Palazzo Mosca – Musei Civici di Pesaro, fino al 13 ottobre 2019.

L’esposizione fa parte del ciclo “Mostre per Leonardo e per Raffaello” dislocata tra Pesaro, Fano e Urbino, perchè è un progetto dei tre comuni per i 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci nel 2019, e di Raffaello Sanzio nel 2020.

Perchè è al centro la figura di Marco Vitruvio Pollione?

Marco Vitruvio Pollione (80 a.C.- 15 a.C. circa) è stato un celebre architetto e scrittore romano, attivo nella seconda metà del I sec. a.C. ed è considerato il più famoso teorico dell’architettura di tutti i tempi.

I caratteri della mostra.

Tracing Vitruvio. Viaggio onirico tra le pagine del De Architectura è una rilettura contemporanea del De Architectura di Vitruvio secondo un progetto site specific, concepito da Agostino Iacurci per i Musei Civici di Pesaro; composto da opere pittoriche tridimensionali, di carattere scenografico, capaci di creare forte impatto nel pubblico.

 

Agostino Iacurci ,opera Cerchio-quadrato, in mostra a Pesaro Tracing Vitruvio
Agostino Iacurci ,opera Cerchio-quadrato, 200x200cm, acrilico su tela

 

Questo progetto si abbina specificamente alle dieci diverse edizioni del De Architectura, in esposizione, provenienti dalla Biblioteca Oliveriana.

Il percorso della mostra si snoda partendo dal cortile di Palazzo Mosca, e segue due fili conduttori.

Uno più tradizionale che analizza la fortuna del De Architectura ( I sec. a.C.), opera molto diffusa nel Rinascimento grazie all’introduzione della stampa: successo documentato dalle numerose edizioni rare e preziose, del De Architectura raccolte della Biblioteca Oliveriana. Dieci di queste edizioni, sono riunite ai Musei Civici e presentate in mostra, in ordine cronologico. Ognuna aperta su uno dei dieci libri di cui l’opera è composta.

 

Mostra Tracing Vitruvio. Volumi del de Architectura di Vitruvio ph. Alberto Sereni
Volumi del de Architectura di Vitruvio ph. Alberto Sereni

L’altro filo conduttore della mostra è più libero e visionario, creato da Agostino Iacurci, che attualmente sta conducendo una ricerca poetica vicina ai temi dell’antico e allo studio del colore nell’architettura, e nelle arti plastiche di età classica.

Opere di Agostino Iacurti, Portale e Capitello III, mostra Tracing Vitruvio
Agostino Iacurci, opere (Portale e Capitello III)

L’artista ridisegna a colori forti le forme e le creazioni vitruviane, con un linguaggio pittorico caleidoscopico e surreale. Ci sono infatti, cariatidi, capitelli, colonne e templi che sembrano rianimarsi, attraverso colori forti e brillanti; lontani dal candore e dall’equilibrio neoclassici.

Agostino Iacurci ci consegna quindi l’immagine di un’architettura completamente immersa nel colore, come fosse sospesa tra l’apollineo e il dionisiaco.

I colori forti di Iacurci esaltano infatti l’immagine del progetto vitruviano e vivacizzano il disegno classico. Vitruvio diventa contemporaneo.

 

Agostino Iacurci, opera Scamilli Impares I, mostra Tracing Vitruvio, a Pesaro
Agostino Iacurci, Scamilli Impares I

 

L’intervento dell’artista e dunque un nuovo commento ai bellissimi volumi sugli scritti di Vitruvio. E ne viene fuori una loro nuova e originale interpretazione; uno sguardo contemporaneo, intelligente e ironico, e fortemente onirico.

In questo senso, “Tracing Vitruvio” è una mostra di natura innovativa e di carattere sperimentale, dove la cultura classica diventa una fonte d’ispirazione per l’artista contemporaneo.

E se a Pesaro si sperimenta questa rilettura contemporanea del De Architectura di Vitruvio, a Fano si celebra, invece, Leonardo Da Vinci e il legame con Vitruvio, con “Leonardo e Vitruvio: oltre il cerchio e il quadrato. Alla ricerca dell’armonia. I leggendari disegni del Codice Atlantico”. Mentre a Urbino, è in parallelo la mostra “Da Raffaello. Raffaellino del Colle”, omaggio al ‘divin pittore’ riletto attraverso le opere di uno dei suoi più fedeli seguaci.

Pesaro, Fano e Urbino: in tutto tre appuntamenti per Leonardo, concepiti con un filo conduttore univoco.

 

IL DE ARCHITECTURA
Vitruvio si occupò del suo trattato De Architectura nella seconda metà del I secolo a.C., per offrire un quadro generale delle conoscenze tecniche e pratiche.

L’opera è suddivisa in dieci libri, preceduti da un’introduzione, in ognuno dei quali vengono affrontati temi specifici.
Nel primo libro, la definizione dell’architettura e le doti dell’architetto, con accenni all’urbanistica.

Nei libri successivi si affrontano tematiche collegate alla costruzione degli edifici, iniziando dal libro secondo nel quale si presenta la storia dell’edilizia e si illustrano le tecniche e i materiali utilizzati.

Nel terzo libro si passa alla costruzione dei templi, e predomina l’ordine ionico; nel quarto, gli altri ordini e gli stili di realizzazione degli edifici sacri. Nel quinto libro si descrivono edifici pubblici, come la basilica, il carcere, i bagni e le palestre.
I libri sesto e settimo sono dedicati all’edilizia privata, specificando l’uso degli spazi, l’orientamento, le misure, le decorazioni interne e le rifiniture.
Gli ultimi tre libri, probabilmente di epoca successiva, sono dedicati a riflessioni su temi generali, come l’idraulica, l’astronomia, l’astrologia e gli orologi solari, la meccanica civile e militare.

Il merito di Vitruvio

è di aver definito l’architettura come scienza e di averle conferito dignità di attività intellettuale, per cui l’architetto, come l’oratore ciceroniano, deve essere in possesso di un sapere enciclopedico.

BIOGRAFIA AGOSTINO IACURCI

E’ nato a Foggia nel 1986, ma vive e lavora a Berlino.
Si occupa di pittura, murales, scultura, disegno, installazione, scenografia.

Le sue opere sono caratterizzate da forme sintetiche e larghe campiture di colori brillanti, tra figurazione ed astrazione. Abbina la pittura a interventi scenografici, creando così ambienti immersivi.

Anfora Isodoma di Agostino Iacurci in mostra a Pesaro con Tracing Vitruvio
Anfora Isodoma, Agostino Iacurci

Recentemente con “Gypsoteca” (2018) si è interessato all’utilizzo del colore nel mondo classico greco e romano.
I suoi dipinti monumentali si trovano in spazi pubblici e privati di moltissime città del mondo: Milano, New York, Londra, Atlanta, Monterrey, Belo Horizonte, Mosca, Nuova Delhi, Bayamon, Kiev. Ha realizzato anche scenografie.
Vanta anche numerose mostre e progetti in Europa, USA, Brasile, Russia, India, Indonesia, Messico, Australia, Corea, Giappone e Taiwan.

Agostino Iacurci.
Tracing Vitruvio. Viaggio onirico tra le pagine del De Architectura.
PESARO, Palazzo Mosca – Musei Civici
14 luglio – 13 ottobre 2019 / Inaugurazione sabato 13 luglio h 19

  • Orari
    Da luglio a settembre da martedì a domenica e festivi h 10-13 / 16-19.30
    Ottobre da martedì a giovedì h 10-13, da venerdì a domenica e festivi h 10-13 / 15.30-18.30
    11 – 23 agosto 2019 in occasione del Rof tutti i giorni h 10-13 / 16-19.30
  • Biglietto unico mostre Pesaro, Fano e Urbino
    Intero € 12
    Ridotto € 8 > Card Pesaro Cult, Gruppi min. 15 persone, Possessori di tessera FAI, TOURING CLUB ITALIANO, COOP Alleanza 3.0 e precedenti Adriatica, Nordest, Estense, ISIC, ITIC, IYTC Card, Studenti universitari, Amici del Rof
    Ingresso libero > Minori di 19 anni, soci ICOM, giornalisti muniti di regolare tesserino, disabili e persona che li accompagna, possessori di Carta Famiglia del Comune di Pesaro.
    Valido 15 giorni. Il biglietto unico consente l’ingresso al Museo Archeologico e Pinacoteca del Palazzo Malatestiano di Fano e a Palazzo Mosca – Musei Civici di Pesaro; consente inoltre l’accesso all’intero circuito Pesaro Musei (Museo Nazionale Rossini, Casa Rossini, Area archeologica di via dell’Abbondanza, Area archeologica e Antiquarium di Colombarone, Centro Arti Visive Pescheria) al costo aggiuntivo di € 1.
    Visite guidate individuali > sabato h 18 € 3
  • Laboratori didattici “Sogni di forme e di architetture” > sabato h 17 € 4
    INFO
    www.mostreleonardoraffaello.it | pesaro@sistemamuseo.it | T (+39) 0721 387 541

Musei Oliveriani

La Biblioteca Oliveriana si trova dal 1892 nel palazzo Almerici, provenendo da palazzo Olivieri. Il primo nucleo risale alla seconda metà del XVIII secolo e comprende una libreria di edizioni rare, manoscritti e pergamene, oltre a reperti archeologici e oggetti museali, raccolti da Annibale Olivieri e Giambattista Passeri. Tutti beni lasciati alla città di Pesaro per volontà testamentaria. La Biblioteca Oliveriana, ha ampliato nel tempo le sue raccolte, tanto da diventare una delle biblioteche più prestigiose delle Marche e dell’Italia centrale. Oltre agli oltre 400.000 volumi a stampa, pubblicati dalla fine del XV secolo ad oggi, ci sono gli archivi istituzionali e familiari che raccontano la storia della città e del territorio.
Tra le raccolte più interessanti, la consistente collezione numismatica e numerosi fondi fotografici.

Palazzo Mosca – Musei Civici

I ‘nuovi’ Musei Civici  sono ospitati a Palazzo Mosca nel centro di Pesaro divisi in due sezioni: una permanente e una dinamica. Quella dinamica è per esposizioni temporanee di opere conservate nei ricchi depositi. invece la sezione permanente espone dipinti e disegni dal XIV al XVIII secolo provenienti da chiese e collezioni private. Il fulcro del museo è la pala di Giovanni Bellini con l’Incoronazione della Vergine: capolavoro del Rinascimento italiano e summa della pittura sacra del XV secolo.

Ma uno spazio importante è dedicato anche alle arti applicate, in particolare, una prestigiosa raccolta di maioliche rinascimentali del Ducato di Urbino del XVI secolo. Inoltre, una selezione di arredi, oggetti e suppellettili di materia e tecnica diversa, realizzati tra il XVII e XIX secolo, e sculture dal XV al XVIII secolo. Infine, ci sono anche delle sale dedicate a nature morte del Sei-Settecento.

Locandina Tracing Vitruvio

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