POLLOCK E LA SCUOLA DI NEW YORK A ROMA

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Jackson Pollock (1912-1956) Untitled , c. 1950 Ink on paper, Sheet (Irregular): 44,5x56,2 cm Whitney Museum of American Art, New York; Gift of an anonymous donor 74.129 © Pollock-Krasner Foundation / Artists Rights Society (ARS), New York by SIAE 2018
Jackson Pollock (1912-1956) Untitled , c. 1950 Ink on paper, Sheet (Irregular): 44,5x56,2 cm Whitney Museum of American Art, New York; Gift of an anonymous donor 74.129 © Pollock-Krasner Foundation / Artists Rights Society (ARS), New York by SIAE 2018

Pollock e la Scuola di New York a Roma.

E’ la mostra in corso a Roma al Complesso del Vittoriano, fino al 5 maggio 2019Pollock e la Scuola di New York raccoglie un nucleo prezioso di opere arrivate dal Whitney Museum di New York. Questo lo dice Iole Siena, con grandissimo orgoglio, soprattutto per l’opera incredibile e importantissima di Jackson Pollock la famosa Number 27: immensa anche per dimensioni 124,6×269,4 cm.

I capolavori in mostra sono circa 50 e si allineano lungo tre linee guida: anticonformismo, introspezione e sperimentazione.

Sono il frutto della “rivoluzione” del maggio 1950 quando il Metropolitan Museum di New York esclude gli actor painters.

Chi erano gli artisti dell’azione?

Erano quel Pollock e quegli altri artisti del gesto che creavano la cultura pop moderna, unendo espressione della forma e astrazione stilistica.

Luca Beatrice uno dei curatori della mostra Pollock e la Scuola di New York
Luca Beatrice uno dei curatori della mostra Pollock e la Scuola di New York (Ph Emanuela Dottorini )

Luca Beatrice, uno dei curatori della mostra insieme a David Breslin e Carrie Springer, pone la questione sull’inizio dell’arte contemporanea. Per lui è il 1956: per tre motivi, legati a tre fatti importanti.

La parola pop compare per la prima volta coniata dal critico Lawrence Alloway riferita al collage Just what is it makes today’s homes so different, so appealing?  di Richard Hamilton.

Robert Rauschenberg realizza l’opera Bed inserendo dei materiali di scarto e dando una forma nuova all’opera d’arte, segnando così una cerniera tra moderno e contemporaneo.

E poi il terzo fatto: la morte di Jackson Pollock in un incidente, dopo una notte vivace.

Pollock era la superstar americana nel 1950, ma riconosceva lui stesso che c’erano almeno cinquecento suoi coetani a fare un lavoro importante a New York. Infatti l’asse della capitale dell’Arte si era spostata ormai da Parigi a New York, che guardava liberamente al futuro.

Jack the dripper ph. Emanuela Dottorini
Jack the dripper ph. Emanuela Dottorini alla mostra Pollock e la Scuola di New York

Scuola di New York significava non proprio un movimento compatto, unito, quanto piuttosto una sensibilità astratto-informale che secondo gli storici ha attraversato tre fasi.

Gli inizi degli anni Quaranta ancora legati all’Europa; l’organizzazione e l’affermazione del gruppo tra il 1947 e la morte di Pollock nel 1956; infine la maturità consolidata di alcuni artisti oltre gli anni Sessanta, che arrivano alla pittura monocroma e minimalista.

La Scuola di New York si identifica con il termine  Espressionismo Astratto.

Alfred Barr lo conia nel 1929 per un’opera di Kandinskij, ma si inizia ad usare correntemente dal 1946 quando Robert Coates si riferisce a un gruppo di pittori astratti che si rifanno alla gestualità degli Espressionisti tedeschi dei primi anni Venti.

Azione e astrazione sono dunque le chiavi per sintetizzare e capire questa mostra che raduna un manipolo di straordinari e forsennati artisti che nemmeno si mettono d’accordo sul nome da darsi, perchè prevale l’individualità.

Eppure, lasciano spazio alle donne che iniziano ad emergere, come quando la fotografia degli Irascibili di Nina Leen, pubblicata su “Life”, che li ritrae polemicamente vestiti da “banchieri”, vede anche Hedda Sterne tra di loro, a polemizzare contro il Metropolitan Museum.

Gli Irascibili (Nina Leen) foto nella mostra di Pollock e la Scuola di New York
Gli Irascibili (Nina Leen) foto nella mostra di Pollock e la Scuola di New York

In più, sarà una donna, e la compagna di Pollock, a capire la sua grandezza; ma sarà anche lei, pure artista, a mitigare il proprio nome di battesimo cambiandolo in Lee (Krasner) perchè suoni più maschile e rassicurante.

Lee Krasner ph Emanuela Dottorini
Lee Krasner ph Emanuela Dottorini

La mostra è meravigliosa: dal corridoio di entrata, virtualmente immersivo dentro i segni di Pollock, come se si attraversasse la sua opera, si sviluppa sui due piani dell’Ala Brasini. Sono in tutto sei sezioni da scoprire.

Jackson Pollock Numero 27
Jackson Pollock Numero 27 (Ph Emanuela Dottorini)

L’opera di spicco è la gigantesca Numero 27 ed ha una parete riservata tutta per lei. Jackson Pollock è la star, tra opere, foto gigantesche, video e virtualità. Il percorso della mostra tra gli altri pittori d’azione della Scuola di New York è omogeneo, logico e piacevole: si percepisce veramente qualcosa di comune tra di loro; qualcosa che oscilla tra furia e introspezione, tra astratto e raccontato.

Cosa mi ha incantato?

Nella sesta sezione Mark Rothko con con i suoi rettangoli luminosi dove tutto è silenzio assoluto e parla il pensiero mistico: quello che vibra è solo il colore…giallo!

Mark Rothko (1903-1970) Untitled (Blue, Yellow, Green on Red), 1954 Oil on canvas, 197,5x166,4 cm Whitney Museum of American Art, New York; gift of The American Contemporary Art Foundation, Inc., Leonard A. Lauder, President 2002.261 © 1998 Kate Rothko Prizel & Christopher Rothko / ARS, New York by SIAE 2018
Mark Rothko (1903-1970) Untitled (Blue, Yellow, Green on Red), 1954 Oil on canvas, 197,5×166,4 cm Whitney Museum of American Art, New York; gift of The American Contemporary Art Foundation, Inc., Leonard A. Lauder, President 2002.261 © 1998 Kate Rothko Prizel & Christopher Rothko / ARS, New York by SIAE 2018

 


Informazioni sulla mostra:

Biglietti Intero € 15,00 (audioguida inclusa) Ridotto € 13,00 (audioguida inclusa) 65 anni compiuti (con documento); ragazzi da 11 a 18 anni non compiuti; studenti fino a 26 anni non compiuti (con documento); militari di leva e appartenenti alle forze dell’ordine; diversamente abili; giornalisti con regolare tessera dell’Ordine Nazionale (professionisti, praticanti, pubblicisti); dipendenti e agenti (muniti di badge) e clienti (muniti di dem nominale) Generali Italia

Ridotto Gruppi € 10,00 prenotazione obbligatoria, min 15 max 25 pax microfonaggio obbligatorio

Ridotto Speciale € 12,00 (audioguida inclusa) Guide con tesserino se non accompagnano un gruppo

Universitari € 7,00 (audioguida inclusa) ogni martedì escluso i festivi, per tutti gli studenti universitari senza limiti d’età

Ridotti:

-scuole € 5,00 prenotazione obbligatoria, min 15 max 25 pax microfonaggio obbligatorio per le scuole secondarie di 1° e 2° grado

-bambini € 7,00 (audioguida inclusa) bambini da 4 a 11 anni non compiuti

-scuola del’infanzia € 4,00 prenotazione obbligatoria, min 15 max 25 pax

Biglietto Open € 17 (audioguida inclusa) Consente lʼingresso alla mostra senza necessità di bloccare la data e la fascia oraria. Il biglietto open va convertito in biglietteria il giorno della visita.

Omaggio (audioguida inclusa) Bambini fino a 4 anni non compiuti; accompagnatori di gruppi (1 ogni gruppo); insegnanti in visita con alunni/studenti (2 ogni gruppo); soci ICOM (con tessera); un accompagnatore per disabile; possessori di coupon di invito; possessori di Vip Card Arthemisia; giornalisti con regolare tessera dell’Ordine Nazionale (professionisti, praticanti, pubblicisti) in servizio previa richiesta di accredito da parte della Redazione all’indirizzo press@arthemisia.it

Speciale 2×1 Frecce Trenitalia Dal lunedì al venerdì (esclusi sabato, domenica e festivi) i possessori di CartaFreccia muniti di biglietto, in formato digitale o cartaceo, con cui si è raggiunta Roma (in una data antecedente al massimo tre giorni da quella della visita) pagando un ingresso intero, avranno diritto ad un omaggio per un accompagnatore, valido per l’ingresso immediato in mostra. La stessa agevolazione è riservata ai clienti del trasporto
regionale in possesso di un abbonamento Trenitalia (non integrato MetroBus) e ai viaggiatori in possesso di un biglietto di corsa semplice, regionale o sovraregionale, Trenitalia, valido per il giorno stesso di accesso al museo, utile per raggiungere Roma.

Biglietto congiunto Pollock + Warhol Intero € 24 (13+11) Ridotto € 20 (11+9) Bambini € 8 (5+3)

Diritti di prenotazione e prevendita: Gruppi e singoli € 1,50 per persona Scolaresche € 1,00 per studente

Visite guidate (tariffe biglietto escluso, prenotazione obbligatoria min 15 max 25, microfonaggio obbligatorio)

Visita guidata scuola € 80 Visita guidata in lingua scuola € 90 Visita guidata adulti € 100 Visita guidata in lingua adulti € 110

Laboratorio didattico € 100 (bambini dai 4 agli 11 anni)

Visite estemporanee Visite a turno fisso per adulti (max 25 pax) Adulti € 18,50 (prezzo comprensivo di prevendita, ingresso, visita guidata e microfonaggio – escluso costi di agenzia)

Visite a turno fisso per famiglie (max 25 pax) Adulti € 18,50 (prezzo comprensivo di prevendita, ingresso, visita guidata e microfonaggio – escluso costi di agenzia) Bambini dai 4 agli 11 anni € 13,00 (prezzo comprensivo di prevendita, ingresso, visita guidata e microfonaggio – escluso costi di agenzia)

Le visite a turno fisso per adulti e famiglie sono acquistabili online sul sito ticket.it

Microfonaggio obbligatorio Gruppi € 30,00 Scuole € 15,00

Informazioni e prenotazioni T. + 39 06 87 15 111

 www.ilvittoriano.com

Perchè: perchè è una mostra vivacissima

Perchè: vi darà energia!

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