RECUPERATO IL DIPINTO CAPRICCIO ARCHITETTONICO CON ASTANTI

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Ecco una bellissima storia di recupero di un’opera d’arte, frutto del lavoro minuzioso dei Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale (TPC).
Il Capriccio architettonico con astanti, il dipinto recuperato,  risale al XVIII sec. della pittura vedutista italiana ed è di attribuzione incerta tra Giovanni Paolo Pannini (1691-1765) e Andrea Locatelli (1695-1741). L’opera rubata nel 1994 è stata fortunatamente individuata dai Carabinieri della Sezione Antiquariato in una famosa casa d’aste londinese, in vendita al prezzo base di 40.000 sterline (50.000 euro).

 

 

Capriccio architettonico con astanti era stato donato nel 1892 dalla famiglia nobiliare Torlonia; esposto a Castel Sant’Angelo nel 1911 e 1922, depositato a Palazzo Venezia nel 1925 e poi ceduto in deposito temporaneo all’istituto culturale “delegazione opere d’arte astalli” – Archivio Siviero – Delegazione per le Restituzioni del MAE (Ministero Affari Esteri) nel 1958.
Nonostante l’attribuzione incerta tra Pannini e Locatelli, per via della citazione nella monografia Andrea Locatelli a cura di Andrea Busiri Vici del 1976, dove nella scheda n. 11 l’opera si attribuisce a Locatelli, il dipinto Capriccio architettonico con astanti è considerato uno dei massimi esempi di pittura vedutista italiana e per questo grande oggetto di attenzione nel mercato internazionale.
L’opera recuperata verrà restituita al Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo in particolare alle Gallerie Nazionali di Arte Antica di Roma – Palazzo Barberini e Galleria Corsini cui i Torlonia l’avevano a suo tempo donata.






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