UN’IPOTESI SU FEDERICO FELLINI

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Il circo come ispirazione da Bebuquin: un'ipotesi su Fellini
La giostra di evocazione felliniana

E se Federico Fellini si fosse ispirato al Bebuquin di Carl Einstein?

Azzardo questa ipotesi perchè (l’unico romanzo) dell’intellettuale tedesco Carl Einstein “Bebuquin o i dilettanti del miracolo” percorre i temi del cinema di Fellini.

Le Donne, il Sogno, il Circo, il Cinema e la Strada sono gli elementi portanti racchiusi in questo breve e intenso romanzo, definito espressionista.

Carl Einstein è una figura assolutamente fuori le righe, anzi, oltre le righe del suo tempo.

Anarchico, forte contestatore religioso, critico letterario e soprattutto critico d’arte, scrive Bebuquin nel 1912, fissando nuovi paradigmi estetici, esistenziali e conoscitivi.

In questo percorso grottesco di ricerca il protagonista Bebuquin passa da luoghi differenti: dal bar, al circo, al letto.

Le ispirazioni oniriche e surreali di Einstein, che scrisse come critico d’arte sul Cubismo, Picasso e su De Chirico, si articolano su molti temi, e fra questi, ne accomuno alcuni proprio a Fellini.

Accennavo sopra alle Donne, che sembrano proprio quelle felliniane, grasse, obese, dalle natiche debordanti (che ci vogliono due sgabelli per contenerle) e dai seni enormi.

Questa dei seni sembra un’ossessione in Einstein come in Fellini: vengono citati più volte nel romanzo, come petto enorme su cui chinare il capo; come brillante scollature o seno eccitato. Sempre qualcosa di ipermaterno e fuori misura che ritorna nell’immaginario.

La donna è disegnata immensa in questo romanzo e così spesso in Fellini; è obesa e iperrealistica: nuda, o vestita di tulle, lanciabaci o bambola di cera, anche con un cappello di piume e pensata grottescamente, come un personaggio circense.

….”ciò che contava era giungere al circo”.

Il circo è un tema e un luogo importante nel romanzo di Einstein, così come lo è nel cinema di Fellini: è un luogo onirico e surreale, citato fin dalle prime pagine, dove nulla è impossibile. C’è una donna che si appende a una fune, salti mortali, un Pierrot appeso, e una donna che si fa impiccare; bocche, tenebre, gonne e vertigini ruotanti.

Un 'ipotesi su federico fellini: si è ispirato a Bebuquin?
Carl Einsten: Bebuquin o i dilettanti del miracolo

Che cos’è il circo se non un luogo di sogni impossibili?

La dimensione onirica è totale in Bebuquin, quasi come lo è nel cinema di Fellini. E’ il racconto possibile di immagini e pensieri impossibili, in sequenza. La sequenza letteraria di Einstein è parallela alla sequenza filmografica di Fellini. Entrambi sembrano liberarsi da una carica soffocante di immagini e di pensieri che riescono a esplodere solo nelle opere.

Questa pioggia di immagini, spesso slegate come rapidi e ripidi cambi di scena, di personaggi e di pensiero, sono il filo che lega Bebuquin a Fellini.

Anche lo sfondo onirico, che è lo spazio prescelto e privilegiato dove si muovono i personaggi di entrambi e che ne fa un gemellaggio culturale, mi pare molto interessante.

Cronologicamente Carl Einstein lo precede (l’opera Bebuquin è del 1912) e quindi è Federico Fellini che potrebbe essersi ispirato a lui.

Ma la cultura è anche questo, un legame di idee, ed è come la storia: i passi avanti sono quelli che contengono tutti quelli pregressi.

Un’altra riflessione sulla possibile ispirazione di Fellini a Bebuquin è sul tema del cinema e della strada.

Al capitolo ottavo di Bebuquin incontriamo un’attrice : Fredegonda Perlenblick che, peraltro, anticipa la spettacolarizzazione della propria vita privata, come oggi fanno molte dive e influencer.

Geniale!

Il punto importante: questa attrice rimanda con un gesto alle scenografie semoventi del regista Reinhardt. Qui non il cinema non lega solo Einstein a Fellini, ma anche a tanti altri registi che sono seguiti, nell’idea di muovere le scenografie.

Insomma, mi sembra che ci siano così tanti spunti per accomunare Bebuquin a Fellini  ( sia regista che artista disegnatore) che si potrebbe provare a fare una lettura parallela di questo romanzo “espressionista” con l’opera felliniana, per confrontarne i punti di raccordo.

Riflettere, magari, sulla maturazione di questi temi, dai primi, alla metà del Novecento.

Quel che resta indiscusso è che Carl Einstein, con questo romanzo, definito da Marzia Mascellidi deformante formazione“, frequenta gli stessi luoghi di Fellini. Entra nel circo, lo osserva e torna sulla strada, popolata da mille personaggi e da luoghi dell’immaginario.

Una nota per i lettori: l’edizione che posseggo di “Bebuquin o i dilettanti del miracolo“, del 2006 è di Le nubi edizioni (casa editrice non più attiva), con la traduzione magistrale di Marzia Mascelli. Credo che il volume sia un po’ difficle da trovare, ma vale davvero la pena di fare una ricerca stile caccia al tesoro.

Il Circo come tema in Bebuquin che in ipotesi ha ispirato Fellini
Il Circo

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