AL TEATRO GHIONE UN AUTUNNO DI FUOCO

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TEATRO GHIONE UN AUTUNNO DI FUOCO VUKOTIC NISI
TEATRO GHIONE UN AUTUNNO DI FUOCO VUKOTIC NISI

Un autunno di fuoco” ha debuttato al Teatro Ghione: è una piéce teatrale contemporanea, dal sapore tutto americano.

Eric Coble è infatti l’autore scozzese, di nazionalità americana, che ha trasposto nel racconto luoghi e storie familiari: dal New Mexico ai Navajo.

E se il teatro contemporaneo ci racconta i drammi del nostro tempo, in fondo, ci ripropone sempre le angosce e i simboli di ogni età, perchè questo è il teatro.

E allora “Un autunno di fuoco” ci racconta l’ultima stagione della vita, come l’autunno che fa cadere le foglie e spoglia gli alberi. Ma in autunno i colori sono vividi e forti.

Un albero al centro della scena è il simbolo di tutta la piéce: è un albero robusto, anziano, che ha resistito a contagi, chissà se si ammalato. Però le sue foglie, che l’autunno farà cadere, sono ancora tante e dai colori forti. Questo albero è il simbolo della vita, dell’attaccamento alla vita, come quello della protagonista. Milena Vukotic, una signora del teatro e della scena, è Alexandra, un’anziana signora caparbiamente attaccata alla vita e ai suoi luoghi.

E’ barricata in casa, protegge se stessa e la sua casa dagli attacchi dei suoi figli che sono gli attacchi della vita che premono alle porte, trillano nei telefoni e vogliono prendere tutto.

Milena Vukotic è bravissima nell’alternare i colori del dramma dell’assenza, tipico della vecchiaia. Ma anche nel restituire quella saggezza, che nei momenti di lucidità, spalanca lo sguardo alto di chi ha vissuto e conosce la vita.

Teatro Ghione Vukotic con Nisi in Autunno di fuoco
Teatro Ghione Vukotic con Nisi in Autunno di fuoco

E così l’arrivo (di fortuna) del figlio minore Christopher, che è il portavoce degli altri fratelli, ma è anche il più simile ad Alexandra, costruirà il dialogo tra le generazioni: ognuna con le sue pretese, con i suoi capricci e i doppi giochi. Sarà inevitabilmente uno scontro, ma nella dialettica, si svolgeranno le ragioni di due stagioni della vita.

Maximilian Nisi è l’attore che recita Christopher, è giovane, bravo ; regge il confronto con la Vukotic, che è una signora del palcoscenico. Lei passa rapidamente da uno stato d’animo all’altro con una mimica fluida, restituendo colori e sfumature infinite alla voce e alla recitazione.

Molto bravo Nisi in un monologo appassionato; posso dire di averlo scoperto. Mi ha sorpreso per come abbia scandito bene le pause, con lo sguardo perso all’orizzonte su riflessioni profonde: è il giovane che scopre i momenti etici della vita.

Qual è l’anello di congiunzione tra le due generazioni e tra i due personaggi?

E’ l’arte!

Sono entrambi artisti, Alexandra e Christopher si assomigliano per questo; per il gusto di una vita libera: hanno un senso avventuroso della ricerca di sè, ma soprattutto amano l’arte.

E cos il Museo Guggengheim diventa, nel racconto di Alexandra, una metafora del tempo raccontata lungo il suo percorso a spirale e la progressione delle opere. E poi Christopher, quando parla dei Navajo, delle sabbie con cui loro creano disegni rituali, ci rimanda subito a Pollock, perchè a loro si è ispirato per la sua dripping art.

In questi momenti dello spettacolo ho sentito proprio il sapore della cultura americana e dell‘arte contemporanea. Ho percepito l’attualità del dramma raccontato secondo i codici della contemporaneità: i mezzi, i luoghi, le situazioni e i ricordi.

Arte e teatro diventano una sintesi magica per chi li ama entrambi.

Quando due linguaggi importanti della cultura si assommano, i contenuti si accrescono e gli spunti di riflessioni di moltiplicano.

E tra gli altri spunti c’è anche la poesia: quando Alexandra suggerisce a Chris di leggere la raccolta di Dylan Thomas; lì ce ne è una che esplora il tema della morte come gesto di ribellione che Alexandra continuamente minaccia.

Appiccare il fuoco per Alexandra non è solo una minaccia ma una evocazione del fuoco della vita, di quello che colora le foglie in autunno.

Il teatro in fondo sa racchiudere tutto. L’esempio del teatro greco con i suoi drammi, i simboli e le maschere, ripete sempre la sua lectio magistralis nella storia della drammaturgia.

Questa piéce è così contemporanea e al tempo stesso così classica!

Drammi, angosce, vita e morte: ci sono sempre! Il dramma della riunione tra l’alfa e l’omega della vita è l’angoscia esistenziale che qui si dipana nello scontro tra due generazioni, in cui le ragioni dell’una e dell’altra possono essere egualmente comprensibili.

Ma come si conclude “Un autunno di fuoco”?

Nel modo migliore per uno spettacolo teatrale. E’ un finale enigmatico aperto. Quello che sembra, potrebbe non essere.

L’autunno non cede, ma l’autunno è una stagione che inevitabilmente farà il suo corso.

Forse le foglie cadranno, ma con colori di fuoco!

Info su TEATRO GHIONE 

Perchè: il teatro contemporaneo insegna la vita, di adesso.

Perchè: Milena Vukotic è una garanzia del teatro.

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