LA TEMPESTA DI SHAKESPEARE AL TEATRO VASCELLO

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La tempesta al Teatro Vascello con Renato Carpentieri nella parte del protagonista Prospero
La Tempesta al Teatro Vascello foto di scena con Prospero e Calibano

La Tempesta di Shakespeare al Teatro Vascello è uno spettacolo contemporaneo, come lo è sempre Shakespeare, modulabile per ogni epoca umana come fosse un eterno presente.

Quando si alza il sipario, sgocciolando acqua si apre lo scenario allagato e arriva la prima emozione.

Gli attori reciteranno tutto il tempo con stivali di gomma ai piedi, affaticati fisicamente e scenicamente per tutta la durata piéce, quasi tre ore.

 

La tempesta al Teatro Vascello con renato Carpentieri Prospero e Giulia Andò Miranda
La tempesta con Carpentieri al Teatro Vascello scena con Miranda

Prospero (il protagonista) è Renato Carpentieri, una figura d’eccellenza del teatro italiano che, dalla cuspide dei suoi 76 anni, onora la regia di Roberto Andò, senza insistere sulle parole ma seguendo il tono delicato che la regia ha voluto dare a questa Tempesta.

La Tempesta di Shakespeare in questa edizione è collocata in un’epoca più contemporanea e questo le scene lo raccontano, immediatamente. L’isola dei naufraghi infatti è una casa disadorna, malmessa e allagata.

Così gli attori non cammineranno ma saranno costretti a guadare continuamente lo scenario.

C’è dunque una revisione contemporanea della Tempesta di Shakespeare nelle forme e nei significati di questa edizione.

Quest’acqua ricorda la Venezia tormentata dai recenti eccezionali eventi climatici: e allora lei, Venezia rappresenta la nostra bella casa, il nostro bel pianeta, ma dove siamo costretti a muoverci con fatica.

Nelle scene ho trovato inquietanti i due letti da antico ospedale di ferro freddo e bianco, collocati al margine della scena, da dove emergerà un Calibano spaventoso e pazzo, legato, agitato e berciante.

Calibano (Vincenzo Pirrotta) è stata un’interpretazione eccezionale per azione e precisione scenica. Calibano è guitto e guizzante, sempre in movimento tra salti e piroette, e la parola sciolta e interminabile gli non ha mai ceduto.

Lui rappresenta il Male, più che la Paura; perchè lui è figlio di una strega e sa insinuarsi diabolicamente tra gli ultimi della società: qui Trinculo (Paride Benassai) e Stefano (Francesco Villano)

Questa triade eccezionale composta da Calibano, Trinculo e Stefano, è unita dal male che striscia come un serpente – con la lingua guizzante che lo rappresenta – e che si insinua tra questi derelitti, ubriaconi e rassegnati, che parlano le lingue del sud Italia (siciliano e napoletano).

Bravi, bravissimi Pirrotta, Benassai e Villano che, come tre pezzi di un mosaico, si compongono e si scompongono continuamente. Uno scioltissimo siciliano per Benassai, una mimica elastica per Villano Trinculo, costantemente ubriaco e lanciatore di bottiglie dalla disinvoltura di un giocoliere.

Vincenzo Pirrota è un Calibano eccezionale, dal trucco e dalla recitazione molto simile al gobbo mostruoso e poliglotta del Nome della Rosa di Eco. Ma qui Pirrotta è così teatrale, così pieno di salti, guizzi e mimiche convulse, da superare qualsiasi confronto.

A questo caleidoscopio scenico, fa da poi contraltare la riflessività di Prospero Renato Carpentieri, che maledice il Male, compone storie di tradimenti familiari, perdona traditori e suggella amori.

 La-Tempesta-al-Teatro-Vascello-con-Renato-Carpentieri-come-Prospero

La-Tempesta-al-Teatro-Vascello-con-Renato-Carpentieri-Prospero

Tutta la parabola teatrale di Prospero è una storia di riflessione interiore e di maturazione umana, che si conclude nel migliore dei modi, come in una favola.

Anche se è una favola contemporanea e per il regista, Roberto Andò, forse, alcune angosce restano irrisolte: la scena allagata infatti resta tale.

E quando Prospero, alla fine, abbandona i costumi di scena, e si riveste di contemporaneità, questo sarebbe piaciuto a Shakespeare, perchè l’uomo che è il suo protagonista, vive nella contemporaneità.

Poi gli stati di coscienza emergono negli sfondi neri, onirici, fatti di scene meravigliose in cui i personaggi sembrano sospesi nel nulla. Queste scene mi ricordano il coro nel teatro greco, e mi hanno così suggestionato, che volevo non finissero mai.

Infine, le ragioni più profonde della regia di Roberto Andò, con la traduzione e l’adattamento anche di Nadia Fusini, le ho percepite tutte quando il regista dice di aver scelto Renato Carpentieri come certezza di un grandissimo talento.

Perchè Carpentieri è un Prospero che sa garantirgli la disperata intelligenza di certi intellettuali del Sud che ancora fantasticano; che non tollerano il reale ma, tuttavia, restano dolcemente pervasi da un furore indomabile.

La-Tempesta-al-Teatro-Vascello-scena
La tempesta al Teatro Vascello scena

La tempesta di William Shakespeare

dal 10 al 19 gennaio 2020

martedì, mercoledì, giovedì e venerdì ore 21 – sabato ore 19 – domenica ore 17

traduzione Nadia Fusini
adattamento Roberto Andò e Nadia Fusini

regia Roberto Andò

personaggi e interpreti
(in ordine di apparizione)
Prospero Renato Carpentieri
Miranda Giulia Andò
Ariel Filippo Luna
Calibano Vincenzo Pirrotta
Ferdinando Paolo Briguglia
Gonzalo, Iris Gianni Salvo
Trinculo, Antonio Paride Benassai
Stefano, Alonzo Francesco Villano

scena Gianni Carluccio
costumi Daniela Cernigliaro
musiche originali Franco Piersanti
flautista Roberto Fabbriciani
light designer Angelo Linzalata
suono Hubert Westkemper

collaborazione artistica Alfio Scuderi
aiuto regia Luca Bargagna

scenografi realizzatori Giuseppe Ciaccio, Sebastiana Di Gesù, Carlo Gillè
assistente ai costumi Agnese Rabatti

il regista ringrazia per la collaborazione Alex Vella

produzione Teatro Biondo Palermo

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