GIO PONTI E LA RICHARD-GINORI. L’eleganza della modernità

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GIO PONTI E LA RICHARD-GINORI

L’eleganza della modernitàMostra a cura di Livia Frescobaldi
Malenchini, Oliva Rucellai
e Associazione Amici di Docciacon la collaborazione di Cristina
Maritano, Palazzo Madama
Palazzo Madama – Sala AtelierPiazza Castello – Torino4 dicembre 2015 – 29 febbraio
2016
Inaugurazione: giovedì 3 dicembre, ore
18.00






Coppa Funéraille de Thais, 1925 (decoro),  1923
(forma)
porcellana decorata a cromo e dipinta a mano, h 19 cm 
©Associazione Amici di Doccia/Arrigo Coppitz

Palazzo Madama presenta una mostra
dedicata a Gio Ponti e alla Richard Ginori
realizzata grazie alla
collaborazione tra il museo e l’Associazione Amici di Doccia.
La mostra, dopo due fortunate tappe a
Palazzo Marini di Firenze e alla Triennale di Milano, approda ora a
Torino
consentendo al pubblico torinese di ammirare per la prima volta da
vicino le straordinarie invenzioni che Gio Ponti creò nel decennio
1923-1933 per Richard-Ginori
, la fabbrica di Sesto Fiorentino di cui divenne
direttore artistico all’età di 32 anni, chiamato da Augusto Richard.
In mostra settantacinque opere in
porcellana e maiolica
e un’ampia selezione di lettere e disegni di
Ponti
, tutti provenienti dal Museo Richard-Ginori di Sesto
Fiorentino.

Vaso Donatella su corde, 1927 (decoro)
maiolica dipinta a mano, h 15,4 cm 
©Associazione Amici di Doccia/Arrigo Coppitz

Tra le opere esposte a Palazzo Madama
alcuni dei più alti capolavori creati da Gio Ponti
come il vaso Delle
donne e delle architetture
, la bomboniera Omaggio agli snob,
il vaso L’Edile, la Mano della Fattucchiera, il disco
Esorcismo, la Cista con il Trionfo dell’Amore e della Morte,
nonché le porcellane celadon, gli oggetti con decoro Labirintesca, Circo
e Jungla,che evidenziano la profondità del linguaggio pontiano e la
complessità delle sue rielaborazioni, le sue riflessioni sulla classicità e sul
contemporaneo, i riferimenti al movimento futurista e all’art decò.

Urna Archi e corde, 1926 (decoro)
1924 (forma), porcellana dipinta a mano, h 49,9 cm 
©Associazione Amici di Doccia/Arrigo Coppitz

Rispetto alle precedenti tappe della mostra,
a Torino vengono presentate alcune prestigiose novità come le urne
Grottesca e Archi e corde, la coppa Funérailles de
Thaïs
(riprodotta sul manifesto), il piatto Pontesca, l’alzata con le
Attività Gentili, il Bolo Ostiense, la Coppa Fantini e il
Grande Vaso con reticolo in rilievo.
Il Museo Richard-Ginori della Manifattura
di Doccia,
attualmente chiuso al pubblico, documenta quasi tre
secoli di storia di una delle
manifatture più longeve d’Europa grazie
a un cospicuo archivio cartaceo, a una straordinaria raccolta di più di
diecimila opere tra ceramiche e modelli in gesso, terracotta, piombo e cera e a
un corpus di più di 460 opere di Gio Ponti: un insieme unico al mondo per
qualità e consistenza. In attesa dell’auspicata riapertura del museo,
l’Associazione Amici di Doccia ha promosso la mostra itinerante dedicata
a Gio Ponti con il duplice obiettivo di far conoscere una realtà museale di
rilievo internazionale e di rendere omaggio a un maestro del design
italiano.
Convinto che il legame fra Arte e
Industria
fosse una condizione imprescindibile per la creazione di uno stile
e di un gusto veramente moderni, Gio Ponti rinnovò profondamente la
produzione della manifattura Richard-Ginori
, fino a quel momento ancorata ad
un gusto storicistico legato alle forme e ai decori in uso nella manifattura nel
Settecento e nell’Ottocento. Ponti, con un’intelligente scelta di modernità,
impose temi nuovi che riportarono nuovamente la fabbrica all’attenzione del
mercato internazionale.
Di grande interesse quanto emerge dalla
corrispondenza con cui Ponti, dalla sua residenza milanese,
seguiva a distanza ogni fase del processo produttivo della Richard
Ginori
. Le lettere scambiate con Luigi Tazzini, direttore esecutivo, getta
luce sulla genesi di opere, forme e decori e sul modo di operare del geniale
architetto: dalla prima idea, spesso presentata sotto forma di schizzo, al suo
sviluppo. Il suo intervento si spingeva fino a progettare gli annunci
pubblicitari, le confezioni, le etichette per i prezzi da applicare agli
oggetti, i marchi da apporvi. La rete delle sue committenze e i legami con i
critici Ugo Ojetti e Margherita Sarfatti, con esponenti dell’alta borghesia
finanziaria e industriale milanese, ci restituiscono inoltre uno spaccato
dell’élite intellettuale ed economica italiana del tempo.
Ad arricchire il percorso in mostra anche
la proiezione di “Amare Gio Ponti”
, il primo film documentario sul
maestro del ‘900
. Presentato in anteprima quest’anno al Milano Design Film
Festival, il film si basa sulla ricerca di materiali storici, le fonti
iconografiche degli Archivi Ponti e delle Teche Rai, con un’intervista a Gio
Ponti nel suo studio di via Dezza, le architetture e gli arredi progettati ad
hoc, da Villa Planchart al Palazzo Montecatini, fino al grattacielo Pirelli.
“Amare Gio Ponti” raccoglie le
testimonianze degli eredi e le interviste ai protagonisti di oggi:
Vittorio
Gregotti, Fulvio Irace, Enzo Mari, Giovanna e Maria Grazia Mazzocchi, Sandro
Mendini, Nanda Vigo, Bob Wilson.
Il film è curato da Francesca Molteni e
prodotto da Muse, in collaborazione con Gio Ponti Archives e promosso da
Molteni&C.
 
GIO PONTI E LA RICHARD-GINORI. L’eleganza
della modernità
4 dicembre – 29 febbraio 2016
Palazzo Madama – Sala Atelier
Piazza Castello – Torino
Orario: lunedì 10-18; giovedì-sabato
10-18; domenica 10-19. Martedì chiuso. La biglietteria chiude un’ora
prima
Ingresso: intero € 10, ridotto € 8,
gratuito ragazzi fino ai 18 anni e abbonati Musei Torino Piemonte

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