FOTOGRAFIA: VALERIO BISPURI ENCERRADOS

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Valerio Bispuri
ENCERRADOS
Introduzione di Roberto
Saviano

Commento di Eduardo
Galeano


Formato: 21×29
cm

Pagine:144


Fotografie: 75 in b/n

Confezione: cartonato
Prezzo: 35
Euro
Testi in inglese, spagnolo e italiano


Encerrados
non è un libro sulle carceri; è un libro sulla
libertà perduta, sulla libertà mai avuta. Bispuri ha mostrato l’orma umana in
quelle persone.”
Roberto Saviano
Questa opera illumina
con luce dolente la realtà delle carceri nella nostra terra latinoamericana, ed
è a sua volta una metafora della vita di milioni di persone colpevoli di povertà
e abbandono. Le fotografie penetrano tanto profondamente da sembrare
rardiografie. Grazie, Valerio, per aiutarci a vedere la nostra realtà più
nascosta.”
Eduardo Galeano

© Valerio Bispuri
Contrasto
pubblica per la prima volta in volume Encerrados, il
lavoro di Valerio Bispuri, fotoreporter professionista che ha
ottenuto numerosi premi e riconoscimenti internazionali. Si tratta delle
impressionanti immagini in bianco e nero realizzate dall’autore durante il suo
lungo viaggio durato dieci anni in 74 carceri di tutti i paesi del
Sudamerica.
Un percorso nato dal desiderio di raccontare un continente
attraverso il mondo dei detenuti. Dall’Ecuador al Perù, della Bolivia
all’Argentina, dal Cile all’Uruguay passando per il Brasile, la Colombia e il
Venezuela, la macchina fotografica di Bispuri ha immortalato la vita nelle
carceri più pericolose del Sudamerica, come se fossero il riflesso della
società, lo specchio di quello che succede nel Sudamerica: dai piccoli drammi
alle grandi crisi economiche e sociali. Come sottolinea anche Roberto Saviano
nell’introduzione al volume, “quelle di Bispuri sono fotografie di città,
carceri formicai, carceri dove chiunque è condannato, poliziotti e detenuti”.
Così, immagine dopo immagine, sfogliando le pagine del libro si guarda alla
prigione come se fosse una comunità, un non-luogo in cui si vive ogni giorno con
ritmi e spazi precisi, in condizioni spesso al limite dell’umano, come quando si
dorme in 18 in una cella per 4 persone e il bagno è solo un buco in un
corridoio.
Nel corso degli anni Encerrados ha avuto un forte impatto
sociale. Dopo la pubblicazione delle foto e la sensibilizzazione ottenuta
attraverso varie mostre internazionali, il padiglione 5 del carcere di Mendoza
dove erano reclusi i detenuti argentini più pericolosi è stato chiuso. Ogni
carcere visitato dall’autore rappresenta l’immagine di un mondo visto da dentro
e da fuori, e Bispuri ha trovato le luci anche lì dove tutto sembrava spento e
dove il riflesso della violenza e dalla vitalità si contrappongono in un unico
segmento che è poi la storia del Sudamerica.
© Valerio Bispuri
“Ho sempre pensato che la difficoltà ma
anche la forza della fotografia sia nella capacità di bilanciare il proprio
sentire con la realtà. E solo riuscendo a calibrare le proprie emozioni profonde
in un concetto reale senza che una prevalga sull’altra si arriva a poter
raccontare una storia. Solo nel momento in cui riesco a toccare quello che
sento, scatto.”
Valerio Bispuri

A questo link una presentazione video
del progetto:
http://www.youtube.com/watch?v=MGpnB49sXy0&feature=youtu.be
Valerio Bispuri nasce a Roma nel 1971 e
dopo la laurea in Lettere, decide di dedicarsi alla fotografia. Fotoreporter
professionista dal 2001, collabora con numerose riviste italiane e straniere,
tra cui L’Espresso, Il Venerdì, Internazionale, Le Monde, Stern. Ha realizzato
reportage in Africa, Asia e Medio Oriente, ma è in America Latina che Valerio
lavora più a lungo, mentre vive per 11 anni a Buenos Aires. Per 10 anni si è
occupato di “Encerrados”, un lungo progetto fotografico sulle condizioni di vita
in 74 carceri di tutti i paesi del continente sudamericano. Raccontando in
maniera antropologica e giornalistica la realtà dei detenuti. Il lavoro è stato
esposto al Visa pour l’Image a Perpignan, al Palazzo delle Esposizioni di Roma,
all’Università di Ginevra, al Browse Festival di Berlino e a ottobre2014 al
Bronx Documentary Center di New York. Nel 2013 Valerio ha terminato un altro
grande progetto fotografico durato 8 anni per denunciare la diffusione e gli
effetti di una nuova droga a basso costo chiamata “Paco”, che sta uccidendo una
generazione di giovani nei sobborghi delle metropoli sudamericane. Il lavoro sul
“Paco” è stato esposto oltre che a Roma e a Milano anche a Istanbul (catalogo
edito dalla Croce Verde Internazionale). Ha ricevuto numerosi premi a livello
internazionale: il Poy America Latina 2011 (menzione speciale), il Sony World
Photography Awards 2013 (1° posto, Contemporary Issues), il Days Japan
International Photojournalism Awards 2013, e il POY 2014 (2° posto, Feature
Story Editing – Magazine).
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Ciao, sono Emanuela, donna, moglie, madre e blogger con studi classici e formazione giuridica, eclettica per natura e per destino, “nerd” quanto basta.

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