ELENA FERRANTE CI TRADISCE CON TANTE BUGIE

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Elena Ferrante con l'ultimo libro
LA VITA BUGIARDA DEGLI ADULTI

Elena Ferrante ci tradisce con tante bugie nell’ultimo romanzo “La vita bugiarda degli adulti“.

E’ sempre lei che scrive?

Me lo sono chiesto prima di leggere questo libro, perchè era importante garantirmi la prosa perfetta della Ferrante. Una garanzia che non si doveva dissolvere nella sciarada dello pseudonimo dell’autrice.

E’ proprio sua questa vita bugiarda degli adulti, però Elena Ferrante mi ha tradita.

Il libro è’ già una storia di tradimenti e di bugie, non soltanto degli adulti. Il tradimento della fiducia è il raccordo di tutte le storie, insieme a un braccialetto, che notiamo in copertina. Questo braccialetto è un simbolo di affetto pluridirezionale.

L’incoerenza e il tradimento delle bugie rappresentano nel libro le molte direzioni dell’amore e degli affetti.

Elena Ferrante ci racconta infatti il trionfo delle bugie.

La bugia diventa uno strumento di sopravvivenza, di amore, di salvaguardia dell’amore e di unica via di scampo, nella Napoli che fa da eterno sfondo ai libri della Ferrante.

C’è la Napoli dei picchi sul Vomero fino agli sprofondi della bassa (il Pascone): è un pendolo che oscilla continuamente lungo questa città, dove Giovanna, la protagonista, fa da mediatrice, bugiarda anche lei.

Mentire e tradire scandiscono il percorso cruciale di crescita della protagonista che racconta in prima persona la fase delicatissima di passaggio dall’infanzia all’adolescenza fino alla giovinezza.

Quasi sempre queste fasi sono segnate da scoperte scioccanti che svelano i tradimenti della vita, delle fiducie assolute dell’infanzia. Il passaggio all’adolescenza è brutale.

“La vita bugiarda degli adulti” è anche un romanzo di formazione, ma soprattutto uno sguardo geniale, ancora una volta, su una Napoli vista da altri punti di vista.

Qui siamo in una famiglia di intellettuali e sono questi gli ambienti da cui parte la storia de “La vita bugiarda degli adulti”, eppure le incursioni nei bassi fondi napoletani servono a dare sostanza e colori forti alla vita di Giovanna. Sembra lei Elena Ferrante, sempre piena di complessi estetici a confronto con le amiche, ma consapevole della sua genialità che condivide stavolta con un giovane uomo e non più con l’amica geniale.

C’è sempre la letteratura che fa da elemento primigenio: i libri, a valanghe, la scrittura, sterminata, la cultura, tutta la trama. Per questo riconosco Elena Ferrante dell'”Amica geniale”, e il genio è proprio lei e non soltanto.

Come si fa a non amare questa prosa perfetta? Fluida, semplice – usa parole semplici- musicale come una composizione classica. Persino quando descrive parti più scabrose ( c’è molto sesso che non ti aspetti) e ne trascrive le parole in dialetto, lo fa con la forza da grande scrittore.

Elena Ferrante scandalizza, stupisce fino al dubbio che sia una donna a scrivere, ma non smentisce la sua scrittura che incolla al libro e ti fa proseguire fino alla fine.

Questo è il tradimento: il finale del libro!

La Ferrante diventa brusca come un colpo d’accetta. Cosa è successo? Voleva fare un dispetto ai tuoi lettori? Perchè questo colpo di teatro?

E’ proprio questo il tradimento di cui scrivo: la summa delle bugie di Giovanna e dell’identità nascosta di Elena Ferrante. Lei è una micidiale adescatrice di lettori che ti avvolge nelle maglie della perfezione della sua prosa, che diventa una necessità di lettura.

Hai vinto tu Elena Ferrante!

E non mi fermerò qui.

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