LAMPI Hervé Guibert L’IMMAGINE FANTASMA

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L'immagine fantasma porimo libro della collana Lampi di Contrasto

Lampi è la nuova collana della casa editrice Contrasto e il primo libro pubblicato è di Hervé Guibert  L’IMMAGINE FANTASMA.

Con l’introduzione di Emanuele Trevi, per la prima volta in Italia, arriva l’opera di un grande scrittore e fotografo, a trenta anni dalla sua morte e a quaranta anni dalla prima uscita.

La malinconia, dunque, garantisce all’immagine mentale, all’immagine
che non si è potuto materialmente realizzare, una persistenza
del fantasma nello spazio psichico che trova necessariamente
nella scrittura il suo veicolo ideale.

Emanuele Trevi

A questo proposito Hervé Guibert – scrittore, giornalista, fotografo, critico per il quotidiano Le Monde- in un’intervista aveva dichiarato: ciò che mi ha spinto a scrivere è stato il rimpianto per le foto sbagliate, le foto che non sono riuscito a scattare, che non ho potuto fare, che si sono rivelate invisibili, come fantasmi. Ho pensato di scrivere per ritrovare la stessa sensazione che volevo dare a quelle foto.

E su questi rimpianti, su queste opere mancate L’immagine fantasma, pubblicato ora per la prima volta in italiano è volutamente privo di fotografie, L’immagine fantasma racconta il rapporto di Guibert con il fotografico: le sue prime fotografie erotiche, un reportage sulla madre la cui immagine non verrà mai rivelata, il lento disfacimento di una foto destinata a consumarsi e a morire, e poi immagini fantastiche o intime al punto da diventare invisibili.
E’ un rapporto speciale che viene rivelato attraverso il paradosso dell’assenza di immagine e proprio per questo ne racconta molte di più. Come il non detto, così il non visto mostrerà molto di più di un eccesso di immagini.

A questo punto chiediamoci anche perchè il volume è pubblicato nella collana Lampi di Contrasto. Perchè la parola Lampi?

Il dizionario Treccani definisce il termine lampo: “Luce abbagliante e di brevissima durata, manifestazione ottica delle scariche elettriche che hanno luogo nell’atmosfera”.

Per questo la nuova collana di Contrasto accoglie tutti libri piccoli e preziosi, come dei bagliori che illuminano di colpo in modo chiaro e nitido aspetti, personaggi, racconti ed autori, per riflettere sul ruolo della fotografia e sul senso dell’immagine nel nostro tempo.

Le copertine sono fatte con una carta speciale, realizzata con scarti alimentari. Il progetto grafico è di Silvio Rossi.

Perché se la fotografia ha bisogno di luce, ha bisogno anche di lampi di un’immagine fantsma.


Hervé Guibert (Saint-Cloud, 14 dicembre 1955 – Clamart, 27 dicembre 1991), giornalista, scrittore e fotografo, fu uno degli amici più stretti di Michel Foucault, Isabelle Adjani e Sophie Calle. Appassionato di fotografia, ne fu critico per il giornale Le Monde per otto anni. Il suo rapporto con la scrittura si nutriva essenzialmente di spunti autobiografici e tendeva all’autofiction. Nel 1990 Guibert rivelò la sua sieropositività nel romanzo À l’ami qui ne m’a pas sauvé la vie (All’amico che non mi ha salvato la vita) – che lo consacrerà, tra l’altro, al grande pubblico. Il romanzo è il primo di una trilogia composta da Protocole compassionnel (Le regole della pietà) e da l’Homme au chapeau rouge (Uomo dal cappello rosso). In queste ultime opere descrisse quotidianamente la progressione della sua malattia. Morì di AIDS nel 1991 dopo un accanito lavoro artistico su questa malattia che lo lasciò senza forze, come testimoniano le fotografie del suo corpo e il film realizzato con la produttrice Pascale Breugnot qualche settimana prima di morire, chiamato La pudeur ou l’impudeur (Il pudore o l’impudore). È sepolto a Rio nell’Elba, un paese dell’Isola d’Elba in Italia.

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