LIBRI: IL 5 NOVEMBRE “STAZIONE UNDICI” DI EMILY ST. JOHN MANDEL IN LIBRERIA

0
1588


Leggete come introduce il comunicato Alba Donati:
Basta chiedere di lei e vi diranno che è una scrittrice geniale: bestseller in Usa e in corso di traduzione in 24 paesi, anche in Italia se ne parla da tempo, le youtuber le dedicano recensioni appassionate, ed Emily St. John Mandel non tradisce, sa cos’è un racconto potente che ti inchioda, e anche cos’è la poesia. Tutto inizia infatti con una citazione di Czeslaw Milosz: “Il lato in luce del pianeta muove verso le tenebre …” 

EMILY ST. JOHN MANDELSTAZIONE UNDICIBompiani, Narratori Stranieri, pag.408,  euro 19,50


 In libreria il 5 novembre 

Vincitore dell’Arthur Clarke Award per la science fiction, finalista al National Book Award, PEN/Faulkner Prize e al BAILEYS Women’s Prize for Fiction

Nominato tra i migliori libri dell’anno da Kirkus,  The Washington Post, Time Magazine, il Chicago Tribune, The Huffington Post

New York Times Bestseller
Libro tra i più attesi, Stazione undici, della scrittrice canadese Emily Sant. John Mandel, è un romanzo distopico e apocalittico. Ma a differenza di tanta letteratura di genere, la Mandel scrive un libro sulla possibilità degli umani di essere migliori, proprio a partire dal niente che è rimasto. Bestseller in Usa e in corso di traduzione in 22 paesi,  Stazione undici inizia con una delle fobie più ricorrenti: un’aggressiva ed incontrollabile pandemia, la Georgia Flu,  uccide due terzi dell’umanità. Tutto salta, banche e luce, benzina, comunicazioni. Nello stesso giorno in cui un aereo in arrivo dall’Est dell’Europa porta il virus a Toronto,  sul palco dell’Elgin Theatre muore di infarto un grande attore shakesperiano: stava facendo Re Lear. Sarà quella troupe di attori a girare per il mondo finito, tra il Canada e gli stati settentrionali dell’America, mantenendo vivo ciò che resta dell’umanità.  Sì perchè anche in questo mondo nel quale la condizione umana è ridotta allo stato primordiale, si possono intravedere barlumi di civiltà pre-collasso: quel gruppo nomade di attori,  che instancabilmente ripropone arrangiate interpretazioni di opere teatrali di Shakespeare,  riaccende la speranza. Anche senza corrente elettrica, internet, aerei, e comunicazioni, ci può essere spazio per l’arte, la vita e la bellezza. Stazione undiciè uno di quei romanzi che danno dipendenza.



Emily St. John Mandel è nata in Canada,  nella British Columbia. Già autrice di tre romanzi, tutti segnalati da Indie Next, collabora con la rivista “The Millions” e i suoi lavori sono apparsi in diverse antologie. Con Stazione Undici ha vinto l’Arthur Clarke Award per la science fiction ed è stata finalista al National Book Award, al PEN/Faulkner Prize e al BAILEYS Women’s Prize for Fiction.

Articolo precedenteMUSICA: Zingarò Jazz Club, Faenza: il programma dei concerti di novembre 2015
Articolo successivoLIBRI: EDITORE PACINI AL PISA BOOK FESTIVAL
Ciao, sono Emanuela, donna, moglie, madre e blogger con studi classici e formazione giuridica, eclettica per natura e per destino, “nerd” quanto basta.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here