BOOK IN PROGRESS.”PER TUTTI I GUSTI. La cultura nell’età dei consumi” #6

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Zygmunt Bauman "Per tutti i gusti. La cultura nell'età dei consumi"

Il Book in progress del saggio di Zygmunt Bauman “Per tutti i gusti. La cultura nell’età dei consumi” si conclude con il capitolo #6 La cultura tra stato e mercato.

Bauman scrive nel sesto e ultimo capitolo del libro quale Stato moderno abbia iniziato a coinvolgere la cultura nella vita amministrativa e quando sia stato fissato il concetto moderno di cultura. Il capitolo traccia i momenti chiave della nascita del rapporto tra programma culturale statale e sviluppo della collettività, quindi del rapporto tra Stato e Cultura.

Zygmunt Bauman compie un’osservazione storica della nascita dell’idea di cura da parte dello Stato moderno sull’azione culturale.

Quanto dobbiamo storicamente alla Francia!

Andrè Malraux (primo Ministro della Cultura francese) fissava il compito dell’arte (della cultura) dicendo che non sarà al servizio decorativo di poche vite borghesi, in seguito George Pompidou vedeva l’arte come cornice della vita, fino all’apice del pluralismo culturale con Mitterrand, quando esplodono gli incoraggiamenti all’innovazione e alla creatività per iniziative, movimenti indipendenti, e pratiche amatoriali decentrate.

Non mancano i sospettosi come Marc Fumaroli, ma è con Theodor Adorno che si completa l’analisi del rapporto tra Amministrazione e Cultura. Per Adorno, Stato e Cultura sono in un rapporto complesso e apparentemente conflittuale; Bauman ne parla in questo senso approfondendo l’analisi di Adorno che tiene conto di tutti i meccanismi e le fisiologie dell’uno e dell’altra.

La conclusione di Adorno è persino superata poi dalla prospettiva di Hanna Arendt che si chiede qual sia il punto di disaccordo Stato e Cultura, e riflette sulla misura in cui un oggetto possa considerarsi culturale.

Ma negli ultimi decenni qualcosa è cambiato sulla domanda: che cosa ci si aspetta dall’Arte? Andy Wharhol, ad esempio, dichiara che “…il successo negli affari è l’arte migliore.” Ma allora c’è un cambio di funzionalità tra Management e Creatori d’arte: e quali saranno i vincitori?

La vera novità sono i criteri usati per fare il punto sullo stato dell’Arte.

Le domande chiave di questo ultimo capitolo  del saggio di Bauman “Per tutti i gusti. La cultura nell’età dei consumi” sono in definitiva queste:

la cultura può sopravvivere se vince il mercato dei consumi?

Chi decide oggi qual è l’arte di successo?

Per Bauman le risposte sono nella prospettiva del filosofo Hans Jonas e nella tautologia di Daniel J. Boorstin.

Zygmunt Bauman conclude definitivamente il saggio in modo molto critico sui meccanismi di fabbricazione del successo delle arti, e tuttavia, la chiave positiva della soluzione da lui prospettata è quella che aveva già individuato nei capitoli precedenti sulla globalizzazione, diaspore e unioni.

Ed è una soluzione che sembra davvero la migliore.

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