E’ MORTO FRANCO CORDERO: “IL MIO PROFESSORE”

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E' morto Franco Cordero
Franco Cordero

Oggi è una giornata triste per Mycultureinblog: è morto “il mio Professore“, Franco Cordero.

Docente di Procedura penale alla “Sapienza” Università di Roma, è stato il mio relatore di laurea, nonchè Presidente di commissione.

Il suo “imprimatur” intellettuale è stato per me un segno indelebile e un motivo di orgoglio, al punto da ritenerlo un “padre intellettuale”. Mi consolava sapere che avesse varcato i novant’anni e speravo sfiorasse i cento.

Il suo stile di docente era assolutamente unico: si arrivava a marzo con le lezioni che trattavano di storia dei processi criminali: le ordalie, le inquisizioni, era il medio evo oscuro. Poi iniziavano le lezioni sulla procedura penale in senso tecnico.

Questo disorientava molti studenti che semplicisticamente smettevano di seguire il suo corso per presentarsi all’esame, che poi, diventava un muro insormontabile.

Mio padre invece mi aveva ammonito: “Emanuela fai attenzione al Prof. Cordero, è un genio eccentrico; segui le sue lezioni!”. Lo feci e fu un’opportunà unica di crescita umana e intellettuale.

Era un uomo che aborriva furbizie e scorrettezze, anticlericale fino all’osso, e l’onestà era la sua bandiera. Aveva una statura morale impossibile da piegare, che, peraltro, gli causò diffidenze, nemici acerrimi ed emarginazione da certi ambienti, fino a pagarne le conseguenze con la celebre epurazione dall’Università Cattolica di Milano e un processo che fece storia sui giornali.

Piemontese, austero e schivo, Franco Cordero era un unicum all’Università; vestiva in modo semplice ma inusuale. Dolcevita e giacca, mai visto in cravatta; ne aveva una di giacca a stampa pitone.

Sembrava poco attento alla platea degli studenti, invece osservava benissimo chi lo seguiva a lezione: io ero una di quelle. Poi sgusciava fuori dall’aula e a passo sveltissimo (una falcata superveloce) percorreva le strade limitrofe all’Università.

Una volta provai a seguirlo, ma vi assicuro che a 20 anni non riuscii a tenergli il passo tanto era veloce; del resto, era esilissimo e piccolo di statura.

Ha avuto studenti adoranti e altri che non lo hanno capito nè seguito, diventando così per loro una delle bestie nere di facoltà. 

Voglio raccontarvi un aneddoto emblematico e sotto alcuni aspetti grave.

Era il giorno del mio esame e per verbalizzarlo bisognava attendere mettendosi in fila per la registrazione. Ognuno aveva il biglietto con le domande e la firma dell’esaminatore che ne certificava l’avvenuto svolgimento.

Una ragazza che non aveva sostenuto l’esame si mise in fila lo stesso dopo aver raccolto un biglietto (che aveva persino il voto 30) approfittando della momentanea assenza del Prof. Cordero. Nessuno sembrava accorgersene nel trambusto dell’esame (molti tavoli, molti assistenti).

Bene, il Professore rientrò dopo 20 minuti di assenza e immediatamente si accorse della truffa in atto. La ragazza osò contestare al Professore l’avvenuto esame (mai avvenuto): credo che per lui fosse stato un crimine imperdonabile.

Franco Cordero ha scritto molto: a parte il suo celeberrimo manuale di Procedura Penale e saggi critici, molti testi riguardavano i processi inquisitori nel medio evo (Riti e Sapienza del diritto, Criminalia, nascita dei sistemi penali); altri prendevano spunto da vicende personali (Risposta a Monsignore) e altri erano dei veri e propri romanzi come Genus. I più recenti sono stati un attacco continuo a Silvio Berlusconi, politico da lui inconcepito e inconcepibile, al quale assimilò il termine di caimano. Ma ha sempre scritto molto anche per il quotidiano Repubblica.

Ne ho molti dei suoi libri, non tutti purtroppo, ma per qualcuno “Gli Osservanti” ho fatto fuoco e fiamme per trovarlo e comperarlo. Per la maggior parte li ho letti, ma altri sono lì pronti per essere letti.

L’ultimo libro è uscito da poco, il romanzo “La tredicesima cattedra“, editore La nave di Teseo. Ci sono i rimandi storici al Medio Evo, ai Templari, e al suo amato Poe, il suo mondo accademico e la costante passione per i libri.

Franco Cordero ha scritto il suo ultimo romanzo "La tredicesima cattedra"
La tredicesima cattedra di Franco Cordero

Il suo stile era unico: io lo definisco intermittente e ricchissimo di punteggiatura; leggendolo senti il suo parlare, le sue obiezioni e gli apparenti voli pindarici. In realtà collegava rapidamente una miriade di concetti, perchè aveva una notevole cultura. Dai suoi testi è possibile ottenere migliaia di spunti di approfondimento.

Uomo di biblioteca, bibliofiloassoluto, era celebre tra gli studenti la sua leggendaria permanenza in Biblioteca Nazionale anche il 15 agosto!

Oggi diremmo che scrive con moltissimi link; ma ricordo in una trasmissione di Gad Lener l’allora ministro della cultura Sandro Bondi che gli disse “Professore, mi scusi ma io non capisco nulla di quello che scrive”, e il Professore si girò esprimendogli il suo forte rammarico.

Credo che la scomparsa del Professore Franco Cordero debba essere un’occasione per approfondire e riscoprire una personalità forte e unica nella cultura. E’ stato un esempio di onestà umana e intellettuale, dove l’una non prescindeva dall’altra.

Ed è proprio questo il punto della sua lezione: la vera cultura non può prescindere dall’onestà.

Grazie Professore!

 

 

 

 

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