LA SOLITUDINE PER PENSARE A UN NUOVO FUTURO

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La solitudine per pensare a un nuovo futuro Mycultureinblog
La solitudine per un nuovo futuro

Abbandonarmi alla solitudine per pensare a un nuovo futuro.

Sta cambiando qualcosa e sto cambiando il modo di fare blog. Vorrei che rimanesse un dialogo culturale con i miei lettori, ma più intimo. Alcune esigenze di cambiamento si percepiscono; possiamo chiamarlo adattamento.

Ho scoperto che il tema della solitudine è così vivo e attuale.

C’è un cantautore olandese Joep Beving che ha suonato “Solitude” in live streaming da un locale di Amsterdam, completamente solo. Nel brano la solitudine si percepisce totalmente; è custodita nel profondo. E’ una solitudine elegante, bella, leopardiana.

Solitude di Jope Beving è musica in tema di solitudine
Solitude Joep Beving

 

Leggo le sue parole:

“Ho scritto Solitude un paio di giorni prima del Piano Day in solitudine come risposta a questa crisi globale, spero che vi piacerà. I miei pensieri e le mie preghiere sono per tutti coloro che stanno vivendo il lato più oscuro di questa crisi globale. Spero che quando riusciremo a superarla, si possa vedere una qualche forma di cambiamento globale. Sono molto fiducioso per il futuro in questo senso. State bene, state al sicuro e in buona salute “. – Joep Beving

La raccolta si chiama  “Solipsism“,  a dare ancora più incisività al concetto di solitudine. L’immagine dell’autore in copertina è di profilo, come un cammeo che ne fa quasi un bassorilievo.

Joep Beving ci parla del lato oscuro di una crisi globale, e non serve nasconderlo, ma fiducia nel cambiamento futuro bisogna pensarla.

Ho cercato la solitudine come ispirazione nell’arte.

Pochi mesi fa una mostra alla Galleria Romberg di Latina ospitava l’artista Lucia Gangheri / 52 Hertz a cura di Simona Zamparelli. C’è un’opera, in particolare, che mi ha evocato la solitudine: un ippocampo immerso in un mare azzurro verde sfumato, quasi un’ombra, statica, riflessiva, nei fondali profondi della solitudine.

 

La solitudine in questa opera di Lucia Gangheri courtesy Galleria Romberg
Lucia Gangheri ST 30×40 Courtesy Romberg

E’ solo, ed è vigile e attento: sembra il miglior atteggiamento in questo momento storico di solitudine obbligata

C’è solitudine anche nel libro Quel primo bacio (di Renato Bianco).

E’ una solitudine speculare all’esuberanza femminile, che prende altre strade, per tornare a un indimenticabile primo bacio. E’ l’altra metà che completa il suo opposto, come nello yin e yang, precisi nella sinergia di genere e struttura.

La solitudine esplicita è anche La solitudine dei numeri primi, libro molto celebrato e premiato di Paolo Giordano.

Ma anche un film di Saverio Costanzo, che questo aprile scorso 2020 avrebbe dovuto ricevere il  Premio LO SPIRAGLIO Fondazione Roma Solidale Onlus, ne LO SPIRAGLIO FilmFestival della salute mentale. L’abbinamento tra cinema e disagio mentale, trattato in modo esplicito o simbolico, mi ha sempre entusiasmato per il coraggio di elaborare artisticamente quello che viene quasi sempre ignorato.

Diventa sconfinata la solitudine, quando non è più fisica, ma è interiore.

Valerio Bispuri la definisce così, commentando quello che ha visto e incontrato nelle carceri italiane, fotografando una solitudine intima e assoluta vissuta quotidianamente nella collettività della vita dei detenuti.

Prigionieri è il titolo di questo libro di fotografie, pubblicato dopo tre anni di lavoro in 10 carceri italiane, in cui Bispuri ha catturato drammi umani in un intenso bianco e nero che ha fermato i non-luoghi anche dell’anima.

Il libro era stato presentato al Museo MAXXI  lo scorso novembre, con l’intervento di Stefano Anastasia che è Garante delle persone private della libertà per le regioni Lazio e Umbria. L’editore è Contrasto.

La solitudine nel libro di fotografia Prigionieri di Valerio Bispuri
Carcere di San Vittore Milano 2010 @Valerio Bispuri

La solitudine, mescolata ad altri elementi, come la poesia, l’umorismo e la tragedia è il lavoro di MARCO RAPARELLITutto quello che si muoveva intorno a noi era il vento”, esposto lo scorso anno da Ex Elettrofonica, Vicolo Sant’Onofrio, 10 a Roma.

 

La solitudine nelle opere di Marco Raparelli
MARCO RAPARELLI Tutto quello che si muoveva intorno a noi era il vento

E concludo con un’opera che si intitola esplicitamente Solitudine, di Emilio Isgrò: l’artista delle cancellature, che crea arte togliendo: parole, lettere, spazi. Ricreando con i vuoti i nuovi contenuti che sono l’opera d’arte.

Codice-ottomano-della-solitudine-Emilio Isgrò 2010acrilico su libro in box di legno e plexiglass
Codice-ottomano-della-solitudine-Emilio Isgrò 2010 acrilico su libro in box di legno e plexiglass

Perchè: la solitudine possiamo renderla funzionale per ripensare noi stessi post covid-19.

 

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