TELEVISIONE: MARTINA NAVRATILOVA

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DIVA COME TE

Presenta in Prima TV

DONNE NEL MITO – MARTINA
NAVRATILOVA

Martina Navratilova


In occasione degli Internazionali di
Tennis d’Italia (Roma Foro Italico, 7 – 17 maggio 2015) Diva Universal (Sky –
Canale 133) dedica, domenica 17 maggio alle 20.45, lo speciale Donne nel mito ad
una delle più grandi tenniste di tutti i tempi, Martina Navratilova.
Il documentario ripercorre, attraverso
le interviste esclusive a Lea Pericoli e Nicola Pietrangeli, ex tennisti e
giornalisti, e con materiali tratti dagli archivi NBC, la vita e la carriera di
una sportiva ineguagliabile ma anche una donna speciale impegnata nel sociale,
dal sostegno alle minoranze alle opere di beneficenza a favore dei bambini, dei
poveri e degli animali.

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DONNE NEL MITO – MARTINA
NAVRATILOVA
E’ il 1973 quando fa il suo
esordio nei circuiti professionali del tennis una ragazzina talentuosa
proveniente dalla Cecoslovacchia. E’ Martina Navratilova che, allora appena
sedicenne, attira su di sé lo sguardo del pubblico mondiale. Martina nasce a
Praga il 18 ottobre 1956 in una famiglia di sportivi: la madre Jana è una
tennista, ginnasta e maestra di sci, anche il padre Mirek è insegnante di sci e
il suo patrigno Miroslav Navratil, che la cresce a partire dai 3 anni d’età e da
cui Martina prenderà il cognome, è il suo primo insegnante di tennis. “Io
avevo finito di giocare da un po’ e Martina Navratilova aveva appena cominciato.
La vedevo già con gli occhi da giornalista. Lei aveva un tennis pieno di magia,
diverso dalle sue rivali.”
È Lea Pericoli che parla nell’intervista
esclusiva rilasciata alle telecamere del Canale. Nel 1975 Martina si trasferisce
negli Stati Uniti, dove prende la cittadinanza nell’81. Sono anni di
trasformazioni e anche di duro allenamento e i successi non tardano ad arrivare:
vince il suo primo titolo di singolare in un torneo del Grande Slam a Wimbledon
nel 1978, dove sconfigge la sua rivale di sempre, Chris Evert. E’ in
quell’occasione che Martina raggiunge il numero uno della classifica mondiale
per la prima volta. L. Pericoli racconta: “Chris Evert e Martina Navratilova
rappresentavano veramente i due opposti. La Evert tutta pettinatina e per
benino, molto scolastica nel tennis. Martina, invece, era sempre all’assalto,
aggrediva la rete, affascinava tutti con le sue magie, con delle volèe che
allora si usavano poco.”
Gli anni Ottanta la vedono protagonista
della scena del tennis femminile e il suo successo è confermato da un record
assoluto da lei stabilito nel 1984: 74 vittorie consecutive e soltanto due
sconfitte. “Non sono contenta necessariamente se gioco bene, ma anche
soltanto sapere che sto dando il massimo mi fa sentire felice e soddisfatta.”
Dichiara la Navratilova in un’intervista. I riflettori sono però puntati su
di lei anche per altre ragioni. Martina, infatti, decide di rivelare il suo
orientamento sessuale, divenendo una delle prime atlete ad annunciare di essere
gay. “Martina Navratilova ebbe dei problemi con questo suo outing perché ai
tempi non si parlava come oggi di omosessualità…Ai tempi lavoravo per Il
Giornale e il mio direttore era Indro Montanelli e io volli fare un’intera
pagina sull’omosessualità nel tennis. Martina mi disse con molta naturalezza che
l’amore va al di là del sesso.”
Dice L. Pericoli. La sua lunga relazione con
la scrittrice Judy Nelson culmina nella separazione nel 1991 e la battaglia
legale che ne segue riceve un’incredibile attenzione mediatica. Ancora oggi
l’argomento stimola commenti opposti. La carriera di Martina sembra
inarrestabile. Dopo l’annuncio del suo ritiro nel 1994, torna nuovamente sul
campo negli anni 2000 arrivando a collezionare nuovi risultati da record:
detiene, infatti, quello di vittorie nei singoli a Wimbledon, con 9 successi,
quello del maggior numero di match disputati e vinti e quello del maggior numero
di titoli vinti sia nel singolare che nel doppio. E’, inoltre, l’atleta più
anziana, sia a livello femminile che maschile, ad aver vinto uno Slam: il doppio
misto degli US Open nel 2006 all’età di 50 anni. Nicola Pietrangeli in
un’intervista esclusiva contenuta nel documentario, dice: “Un giorno proprio
qui a Roma, lei giocava ancora e io le chiesi: «Martina è vero che smetti di
giocare?» Lei disse di sì e allora le risposi: «Sai che c’è, allora smetto di
guardare giocare a tennis.» Perché come ha giocato Martina a tennis non ha
giocato mai nessuno.”.
Nel 2000 la Navratilova viene inserita nella
International Tennis Hall of Fame. Dal 2014 è l’allenatrice della tennista
polacca Agnieszka Radwańska, attuale numero 6 del mondo. “Martina aveva
questo tennis meraviglioso, un tennis che piaceva al pubblico perché era
abbastanza mascolino. Era una giocatrice senza paura. Personaggio magnifico…Una
donna straordinaria che ha saputo giocare conquistando il cuore di tutti.”
E’, inoltre, impegnata sul sociale, effettuando opere di beneficenza a
favore dei diritti dei bambini, dei gay e degli animali. In particolare, ha
sostenuto la campagna animalista attraverso l’organizzazione no-profit PETA, di
cui è stata testimonial. La sua vita privata ha, inoltre, attirato
nuovamente gli sguardi del pubblico nel dicembre del 2014, anno in cui Martina
sposa la sua compagna Julia Lemigova. Martina Navratilova è dunque una
donna coraggiosa, determinata e impegnata e un’atleta che ha marcato in modo
indelebile la storia del tennis mondiale, mettendo a segno colpi importanti
anche per la libertà e i diritti della persona.

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